A Sicilia

A Sicilia e’ terra tinta
Terra di disgrazia e di disgraziati
A Sicilia e’ ranni ma cunta picca
A Sicilia e’ ddocu a mita’ tra l’africa e u continenti
Mala genti abita ‘nda sicilia
Ladri, mafiosi e maleducati
Sti siciliani sparsi pu mundo a circari cosa?
A circari u lavuru
A circari una vita diversa
Ma poi torni ‘n sicilia
Dunni u trovi ddu suli
Dunni u trovi ddu cielo e ddu mari
Cuannu talie l’orizzonte e si iuncino dda a taliari pi l’africa
Poveru e’ u sicilianu ca sinni va, ma c’ava affari
O accussi o arresti femmu
Ma u sicilianu chiddu veru un si po’ firmari
Iddu ‘nterra nun ci posa
Iddu e’ sangu miscatu ri genti chi na lu mundu antico fermi un putianu stari
Iddu sinni va, magari luntanu assai
Ma cuannu parla dila sicilia l’occhi ci brillanu
‘Nvita a tutti ‘nda so Terra
Postu chiu”bello da Sicilia ‘ndo mundu un cinne’
Ma la vacanza finiu e l’ura di partiri e’ matura
Lassa la terra, la famigghia
Lassa una lacrima amara comu lu vileno
E salata comu u so mari…
Partiu, ma tantu poi torna…

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Considerazioni su serate alcoliche (effetti post-sbornia)

Siamo fatti di eccessi e disciplina….

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http://miniverit.com/

Qualcosa in cui decisamente credo.

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di | maggio 30, 2012 · 11:14 pm

Attendo…

Da tanto tempo non scrivo nulla…Attendo!

Attendo che wordpress mi invii la mail per resettare la mia password

Attendo che l’idea buona mi passi in testa

Attendo che la stessa idea si sviluppi

Attendo che l’idea torni (nel frattempo è scappata)

Faccio una lista e attendo il futuro ignoto…

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Per ogni sforzo disciplinato ci sono molteplici ricompense. JIM ROHN

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Scrivere è una professione di fede. Mi viene in mente questo dopo vari giorni in cui non ho stimoli determinanti a rimettere le dita sulla tastiera. Mi rendo conto di questo: se mi si desse la certezza che quello che scrivo ha un senso, una destinazione, che esso sia un mezzo verso un traguardo superiore, penso che porterei il mio piccolo netbook in giro ovunque, dedicandomi con gioia a questo cammino. Invece…rifletto su quanta poca fiducia siamo disposti a riporre nelle speranze future, anche semplici, umili, di maggiore serenità e felicità. Oggi vorrei ricordarmi di questo, con forza, che c’è un universo immenso che ci aspetta dietro quel piccolo grande ostacolo che non crediamo di poter superare. 

I nostri dubbi sono traditori, e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perché abbiamo paura di tentare.

W. SHAKESPEARE

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Il mondo ci ha spiazzati.

Ci hanno insegnato, o meglio, ci hanno convinti, che il bene e il male siano due cose distinguibili e certe, e che noi abbiamo i mezzi e la responsabilità per orientarci verso la scelta giusta. Ci hanno trascinati dentro il mondo dei rapporti e delle situazioni con l’ingenuo intento di essere ‘le migliori persone possibili’, buoni, giusti, corretti. Nessuno hai mai voluto dirci che il mondo è caos e labirinto, che tutto si deforma, che ogni azione cambia senso mille volte nel momento stesso in cui la compiamo, che non esistono accuse e non esistono crimini in senso assoluto e oggettivo, che il giusto e l’ingiusto sono concetti fluidi e indistinti come il confine fra l’onda e la sabbia in riva al mare. Abbiamo coltivato la convinzione infantile di poter scegliere cosa essere e quindi diventare, incoraggiandoci sulla strada di un illusorio buonismo. Il mondo ci ha spiazzati e sorpresi con le sue incongruenze e illogicità. Abbiamo appurato che un buon intento non si traduce necessariamente in una buona azione; allo stesso tempo che un cattivo intento non può essere spiegato in termini certi come una manifestazione di ciò che non è bene.

Solo alcuni (molti?), forse anche più fortunati, hanno comunque continuato a non percepire le assurdità, a vedere ordine e regola laddove c’è disordine e insensatezza. Essi vivono in un mondo più sereno, dove è possibile indicare con il dito diverse manifestazioni di concetti e coppie di opposizioni (buono/cattivo, bello/brutto, mipiace/non mipiace tiamo/tiodio) e dare loro un nome. Un nome è una certezza. Se dai un nome a una cosa puoi dormire sereno, sai cos’è, sai cosa aspettarti, sai come rispondere.

Ma per chi ha realizzato che l’unica realtà è il caos,  e l’unica certezza è il dubbio, non c’è che un continuo combattimento, nello scenario freddo ed elettrico in cui la nostra interiorità si scontra con l’esterno, due inconciliabili mondi si affrontano ogni giorno, ogni mattina dal momento preciso in cui si aprono gli occhi e si  abbandonano le proprie esistenze oniriche. Mi sembra che la grande sfida sia questa, guardare il mondo e accettare che il significato sia una pretesa della mente, non un obiettivo perseguibile, le cose che abbiamo davanti solo visioni, non visuali.

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Choosing my religion.

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Se mi fermo a pensare cosa è per me Religione, questa immagine riassume quasi tutto. I colori, i contrasti, la bellezza che nasce dal difficile accostamento di qualità contrastanti. Il risultato è la grazia, Grace. Un album che è un lampo di divinità sulle nostre piccole vite. C’è chi pensa che la tristezza sia solo deprimente, io penso che si sbagli. In Jeff il dolore è delizia, se vi piace chiamatemi masochista. Gli Smiths: cantano la nostra miseria, nella voce di Morrissey isolamento e diversità diventano poesia. A chiedersi come si possa non essere patetici nel farlo io non ho mai trovato risposta, loro ci sono riusciti, e  mi basta incantarmi (e incatenarmi) ai loro inni celesti. Murakami: parole, sensazioni a fior di carta, sussurri d’inchiostro. Scrive i libri che gli angeli scriverebbero, se fossero scrittori.

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